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El Medano 2017 – Windcam’s Holidays

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Anche quest’anno sono qui, di fronte al mio laptop, a pensare a come scrivere il report dell’Agosto a Tenerife. Prima di tutto, se siete interessati all’argomento, vi invito dare un’occhiata a quelli degli anni precedenti, tipo Agosto 2016 e Agosto 2015 , navigando poi da questi potrete accedere a quelli ancora più vecchi. Non c’è bisogno che oramai io lo ricordi, vado a Tenerife da parecchi anni e oramai faccio parte di quello “zoccolo duro” di aficionados che ogni anno si ritrova lì, quasi senza bisogno di darsi appuntamento. Il 2017 è stato per me un buon anno, sono stato fortunato, l’Aliseo ha guastato i piani di chi aveva scelto Luglio, o i primissimi giorni di Agosto, ma tutto sommato è stato abbastanza sincronizzato con i miei giorni di vacanza. Se non ho contato male credo di esser rimasto in spiaggia solo 5 giorni. Quella chi mi è piaciuta molto è stata la qualità delle uscite fatte, decisamente una media buona. La prima settimana la concomitanza con il PWA non ha aiutato: bello, bellissimo lo spettacolo, ma alla fine dei conti bloccano lo spot per buona parte della giornata e soprattutto richiamano un bel po’ di surfisti ( bravi) piuttosto assetati di vento e onde, inutile dire che con 50 “pro” ( tra uomini, donne e junior ) di onde non è che ne rimangano molte… anche nei momenti di freesailing.

Di cosa posso parlarvi quest’anno per non essere troppo monotono ? Ho pensato di raccontarvi del Cabezo, lo spot di “serie A ” del Medano. Il Cabezo è uno spot particolare, aleggiano racconti “mitologici” ( io stesso ne ho pubblicati due che vi consiglio : Cabezo Stories  e Bad Day in Tenerife ), è uno spot che va conosciuto, scoperto a piccole dosi, passo dopo passo. La marea è fondamentale, può essere nel giro di poche ore facilissimo o difficilissimo; ovviamente va valutata la grandezza delle onde, che non dipende necessariamente dall’intensità del vento. Il vento naturalmente può essere di tutte le intensità, dai 17/18 nodi appena sufficienti a planare, fino ai 50 ruggenti, dipende dalle giornate; quel che è certo è che i local, quelli forti, li vedrete in acqua da 25/26 nodi a salire. L’accesso principale, quello dei local,  incute un po’ timore, sto roccione che con la marea alta crea spruzzi alti qualche metro non rassicura, ma alla fine serve solo un po’ di attenzione e controllo del proprio materiale; molti turisti, soprattutto italiani, preferiscono il più sicuro ( mica sempre ) ingresso sopravento. Il Cabezo è uno spot che le prime volte ti fa sentire sempre al posto sbagliato: guardi gli altri, li studi, e pensi ma possibile che Valter (Scotto ndr ) abbia una buona onda su cui saltare ad ogni bordo ad uscire, o che Jochen ne abbia una buona da surfare ad ogni bordo al rientro ed io navigo come sul Garda ? Poi piano piano inizi a capire, cominci a prendere il tempo, a capire dove e quando prendere le onde. Inizi a finire sulle rocce del bunker, ti compri un bel tubetto di Solarez ed ogni sera oltre alla crema doposole in faccia, prendi l’abitudine di tappare i buchi che hai fatto alla tavola. I Surfshop del paese aspettano solo che tu finisca su Godzilla per venderti qualche pinnetta nuova; tutto normale, tutto sereno, stai solo imparando a surfare al Cabezo. E’ proprio qui il nocciolo: imparare, al Cabezo impari, ci fai un po’ di uscite ed il tuo surf non è più quello, appena torni in Italia si vedono subito i frutti del “lavoro svolto” là. Il Cabezo devi capirlo, devi entrare nei suoi meccanismi, devi conoscere la gente, guardare come fanno loro. Quando tutto questo succede, credetemi, essere seduti al bar con una birra, a fine uscita, è una delle sensazioni più belle di tutta la vacanza…

Ah dimenticavo… Al Cabezo non si esce in kite.

Ringrazio tutti gli amici e tutti i local che hanno condiviso con me le tante ore in acqua di questo Agosto 2017

Lorenzo Windcam