Test

TEST CHALLENGERSAILS KONDA 2018

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Poter pubblicare un test 2018 a fine Agosto 2017 è decisamente un colpaccio, e per questo devo ringraziare Valter Scotto che ha insistito perchè provassi una delle sue Konda, vela che sviluppa assieme a Claudio Badiali di Challengersails. Premetto che credo sia uno dei miei migliori test di sempre, spesso proviamo materiale wave in condizioni minimal, con onde mosce ecc; questo test si è svolto invece al Cabezo, spot che solo pochi giorni prima era stato teatro della tappa di Coppa del Mondo, un lusso vero. A tal proposito, essendo che la vela che ho testato era personale di Valter, devo dire che entrare in acqua proprio lì, con gli adesivi “PWA” e le scritte “Tieffesette” scatenava sentimenti contrastanti; un po’ di timore reverenziale mischiato a quella sensazione che si prova quando si entra in discoteca dall’ingresso VIP col tavolo riservato 🙂 . La vela che ho avuto a disposizione era una 4.7mq, l’ho armata con il mio albero ed il mio boma ( MaverX MX-85 e Al360 Carbon Slim) , senza nessuno sforzo particolare, il trim è facile ed intuitivo. Le condizioni erano perfette per un test, vento che all’inizio era debole e rafficato è andato via aumentando fino a diventare piuttosto forte, permettendomi di provare la vela in tutto il suo range possibile, sempre in abbinamento al mio wave quad 88 litri, con onda facile e non particolarmente cattiva. Il look è sobrio ed accattivante, con la C di Challenger bella grande in corrispondenza della finestra, personalmente la colorazione verde è quella che più mi piace e che sceglierei.

Veniamo alla prova in acqua: come dicevo il vento iniziamente era leggero e piuttosto rafficato, Valter mi aveva consigliato di lasciare la bugna un po’ grassa e così ho fatto. Il rig mi ha stupito subito per la sua leggerezza, e visto che albero-prolunga-boma erano i miei, è subito chiaro che il merito vada alla vela. Dopo aver galleggiato qualche decina di metri e superato le prime schiume, ecco che alla prima raffica un po’ più seria, con due piccole pompate sono in planata. La vela spinge molto di più se paragonata alle mie personali, e mi trovo a planare in condizioni in cui non lo avrei fatto sicuramente con la vela di pari metratura. In andatura è comoda e facile, e arrivati al momento di strambare ecco di nuovo quella sensazione di leggerezza; la vela ruota sulle nuove mura in modo energico ma piacevole, a causa ovviamente della tensione di bugna esageramente scarsa.  Adesso però viene il bello, chi mi conosce sa che non sono di certo un saltatore, ed il bordo che più mi piace è quello a rientrare: surfare con questa vela era un vero piacere. Neutra, precisa, leggera, inclinarla nel bottom turn ( inclinarla per il mio livello s’intende 🙂 ) era davvero semplice, e arrivare al momento del cut back e invertire la direzione tornando verso riva era un gioco da ragazzi. Il vento è andato via via aumentando, tanto che ho adeguato il trim, comunque la sovrainvelatura non è assolutamente un problema anzi direi che è proprio che una delle cose che più mi ha colpito è il range di utilizzo, sia verso l’alto che verso il basso. Nel frattempo era arrivato in acqua anche Valter, con una 4.5 verde, erano così due le vele 2018 con adesivi Tieffesette al Cabezo; ma credetemi che non c’era il rischio di confonderci 😉 lui era più in aria che in acqua.

In conclusione una gran bella vela, classica a 5 stecche che può piacere molto alla stragrande maggioranza dei windsurfisti, sia a chi ne fa un utilizzo wave vero, sia a chi la usa come vela tuttofare da vento forte. Faccio i miei complimenti a Valter che l’ha sviluppata e a Claudio che l’ha disegnata, e li ringrazio entrambi per questa opportunità e per la fiducia che da anni danno a me e a windcam.it

  • Fabio Waterwind Muriano

    Molto interessante Lorenzo, soprattutto perché mi conferma che le 5 stecche possono ancora risultare vele performanti e piacevoli anche in condizioni wave, mostrandosi anche leggere, e che non è obbligatorio passare tutti alle 4 o 3 stecche. Ciao