Test

Test Sailloft BIONIC & CURVE

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Un pomeriggio festivo, senza vento, di inizio estate è il momento perfetto per scrivere un test che era rimasto un po’ indietro. A parte che ascoltando la radio, che parla di code chilometriche verso mari e laghi, mi viene da chiedere dove eravate tutti, mentre realizzavamo questo test ad esempio? Ma questo è un altro discorso, l’estate è dei “bagnanti” e noi surfisti possiamo solo mimetizzarci e fuggire appena possiamo in location più adatte a noi. Senza divagare, qualche tempo fa vi avevo parlato di due vele Sailloft Hamburg, la Quad e la Quad+ , adesso è il momento di raccontarvi le sensazioni che mi hanno dato le due vele più dichiaratamente wave: la Bionic e la Curve. Ahimè durante il periodo in cui avevo le vele a disposizione (grazie a Francesco di Nonsolomute), non ho visto un’onda nemmeno col binocolo, dovrete quindi accontentarvi delle mie impressioni in acqua piatta.

Rispetto alle altre due vele, che come spero avrete letto avevano un carattere più “marcato”, queste due le definirei classiche, vele che sembra di avere da sempre, con le quali ci trova bene subito dal primo bordo, forse anche grazie alla rassicurante configurazione a 5 stecche per entrambe. Se la Bionic, che ho testato nella metratura 5.3, si può prestare davvero bene anche ad un utilizzo freeride amatoriale, sia sui laghi in acqua piatta che al mare; la Curve 4.7 fa intuire che si tratterebbe di una veletta fatta per essere inclinata in un bel bottom turn scendendo un’onda. La vela è infatti stabile e leggera, senza eccessi di potenza o strattoni, una vela wave facile e sincera da condurre, che fa venire voglia di mareggiate ( come che ce ne fosse bisogno).

A conclusione di questa serie di articoli, sulle tavole Patrik e sulle vele Sailloft, ringrazio ancora una volta Francesco di Nonsolomute, importatore per l’Italia dei due brand, per la preziosa collaborazione che mi ha permesso di creare contenuti davvero interessanti per il “vostro” windcam.it.